Pensieri e parole, errori ed omissioni di un sopravvisuto al secolo scorso. "Seduto o non seduto faccio sempre la mia parte con l'anima in riserva ed il cuore che non parte" (F. De Gregori) Il mio motto? "dico quello che penso e penso quello che dico"........ Edgar Lee Masters: “DORCAS GUSTINE” Non ero amato da quelli del villaggio, ma tutto perché non avevo peli sulla lingua, e affrontavo chi m'insultava con una protesta diretta, senza nascondere o nutrire segreti rancori o rammarichi. E' molto lodato il gesto di quel ragazzo spartano, che nascose il lupo sotto il mantello, e si lasciò divorare, senza un lamento. E' più coraggioso, credo, strapparsi il lupo di dosso e combatterlo apertamente, magari per strada, tra polvere e urla di dolore. La lingua sarà forse un organo ribelle - ma il silenzio avvelena l'anima. Mi biasimi chi vuole - io sono contento. ______Indicazioni ai sensi e per gli effetti della legge 7 marzo 2001, n. 62: Il curatore del blog declina ogni responsabilità di qualsivoglia natura. Le notizie riportate provengono da altri siti sparsi per la rete, e dai normali organi d'informazione, persino da quelli Mediaset. I testi vengono redatti da soggetti evidentemente incapaci di intendere e di volere, prova ne sia il fatto che qualche volta hanno votato per la DC. "Nel caso le foto siano coperte da copyright o siano di proprietà e non pubblicabili, segnalatemi la cosa e provvederò ad eliminarle." "La vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". (George Orwell)

a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/post/2341588.html" target="_blank">
Photobucket

Eccomi

Utente: giusepperesta
Nome: Giuseppe Resta
"Nel caso le foto siano coperte da copyright o siano di proprietà e non pubblicabili, segnalatemi la cosa e provvederò ad eliminarle." -DON'T COPY gli interventi originali di questo blog sono protetti da copyright, vi prego di non copiarli senza autorizzazione.-

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

venerdì, novembre 27, 2009
«Ricatto a luci rosse alla Mussolini»

Corriere della Sera.it
ROMA - E' l'ultima voce su presunti scandali a luci rosse che toccherebbe il mondo della politica. Il Giornale riporta oggi la notizia di un presunto ricatto, basato sull'esistenza di un fantomatico video hard che ritrarrebbe le effusioni della deputata del Pdl Alessandra Mussolini (Presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia) con Roberto Fiore, leader della formazione di estrema Leggi ancora...

Postato da: giusepperesta a 21:57 | link | commenti

GUERRA CIVILE

Postato da: giusepperesta a 10:36 | link | commenti
democrazia, noberluska, arttcolo 21, cavolata galattica, coscienza critica civica

giovedì, novembre 26, 2009
locandina

CIRCOLO CITTADINO "IL GALATEO"

Stasera, alle ore 19, presso il Circolo Cittadino "Il Galateo" di Galatone, terrò una comunicazione sul tema

 "Conosciamo l'antica Galatone ",

un percorso nel tempo e nello spazio guidato dalla storia dell'urbanistica del nostro Centro Storico.

Postato da: giusepperesta a 12:42 | link | commenti

mercoledì, novembre 25, 2009
Galatone: paese del...? Filisteo!

Era così, bella nella sua antica grazia, semplice nel suo bianco calce, autentica coi suoi intonaci antichi così salentini, pugliesi, mediterranei.

6 Caldarelle

 

E' diventata così, spogliata di parte degli intonaci, con dei giunti di un improbabile rosso. Con la pietra "truccata" di color cipria come una baldracca pronta alla serata di Palazzo Grazioli.

Caldarelle stonacata

 

L'unica Casa a Corte perfettamente conservata, degna perfino di una delle poche cartoline di Galatone, è stata spogliata così. Snaturata, violentata.

Si continua con questo ignobile e dissennato scempio dello "stonacato" senza se e senza ma. Pare che non ci sia fine. Il paese si sta sconvolgendo, travisando, smaterializzando, sta perdendo identità ed autenticità, sta diventando qualcosa di "altro". Un falso presepe napoletano.

Nessuno fa niente, nessuno dice niente.

Anche perchè, pare, in questo paese tutti hanno studiato restauro, storia dell'urbanistica, storia dell'arte, tecnologia e consolidamento.

Tutti sono pronti a concionare, a sognare, a discettare di argomenti dei quali non hanno mai letto una pagina nemmeno su di una rivista specializzata. Liberi di parlare di una urbanistica storica che non conoscono, di epoche che non hanno mai approfondito dal punto di vista artistico e/o architettonico, avulsi da ogni discorso e discussione tecnica; ma tutti arrogantemente depositari di una loro verità. Anche se mai nessuno di quelli che parlano si è mai sporcato le scarpe in un cantiere.

Tutti qui danno giudizi sulle Soprintendenze ( c'è chi afferma che spesso la facciano "fuori dal vaso", che potrà anche capitare... ma chi lo dice? Vittorio SGARBI?) senza avere nemmeno uno studio di storia dell'arte orecchiato di età liceale; forti solo di erudizione appiccicaticcia e mai ben digerita, senza metodo e senza basi.

Qui i tecnici specializzati non servono.

Basta un diplomino di magistrale quadriennale per essere grandi specialisti. Qui non si va mai sul merito della "correttezza" storica, metodologica, teorica. Qui siamo al "mi piace, non mi piace", l'estetica -. non hegeliana e saussuriana, chiaramente - è formata dalle soap opera e dalla sottocultura di periferia.

E quando va peggio siamo al "lo dico io". E basta. Tant'è che c'è chi si chiede dove gli altri prendano dati visto che c'è chi presume essere l'unico con accesso alle "fonti".

Altro che Roland Barthes! altro che Miloutine Borissavliévitch! Altro che Piero Sampaolesi!

Che cosa mi dovevano insegnare il mio professor Giuseppe Rocchi o l'amato professore Giovanni Klaus Koenig???

Basta il Manuale delle Giovani Marmotte per sapere tutto!

E sia! 

E allora Muoia Galatone e Tutti i Filistei!

Postato da: giusepperesta a 12:40 | link | commenti

martedì, novembre 24, 2009
Palle

Postato da: giusepperesta a 12:07 | link | commenti
noberluska, antifascio

Ancora sull'albergo diffuso.

Anche questo video, che come sempre si trova sul portale di My Box che fornisce questo encomiabile impegno di grande utilità per tutti, mi pare deglo di lancio.

http://www.myboxtv.com/site/show.aspx?Cod=12130

Ascoltare la dottoressa Daniela Talà è veramente interessante perchè parla con cognizione di causa e da esperta. In un paese dove ormai chi parla e discetta di solito non ha nè titoli nè cognizioni sembra già per questo un fatto eccezionale.

La Dottoressa indica quell'unione tra pubblico e privato che - lo devo dire e nessuno se ne dispiaccia - avevo a mio tempo cercato di proporre in bozza con la mia proposta di Piano di Sviluppo Turistico presentato a vari assessori e sindaci di questo comune di almeno tre giunte diverse. Mi consola, in un momento in cui pare che ogni volta che parlo sfasciocarrozze, che almeno questa esperta concorda completamente con me. Si vede che l'analisi territoriale dal punto di vista urbanistico svolta da me combacia con l'analisi di chi è esperta conclamata di turismo.

Questo vuol dire anche un'altra cosa: se le me idee a proposito sono state sempre ignorate c'è la reale possibilità che anche le intelligenti indicazioni della Talà lo siano. Perchè chi amnministra non parte da analisi e dati, ma solo da una visione "ab intuito" di problemi che non ha mai studiato analiticamente, non ha mai approfondito. In parla spesso qui si amministra "per sentito dire". O, peggio, ci si pone ad affrontare certi temi solo per soddisfare la promessa data al grande elettore o al clientes. In questo modo rovinando il territorio ed inguaiando gli altri operatori seri e avviati. E pregiudicando il reale sviluppo armonico dell'economia e del buon vivere.

 

Postato da: giusepperesta a 10:03 | link | commenti

lunedì, novembre 23, 2009
Fini Fine ma efficace

Postato da: giusepperesta a 20:01 | link | commenti
antifascio, arttcolo 21

Galatone all'Opera

Cortigiani, vil razza dannata,
Per qual prezzo
vendeste
il mio bene?
A voi nulla per l’oro sconviene,
Ma mia figlia è impagabil tesor.

La rendete
. . . o, se pur disarmata,
Questa man per voi
fora
cruenta:
Nulla in terra più l’uomo
paventa
,
Se dei figli difende l’onor.
Quella porta, assassini,
m’aprite
.

Ah! Voi tutti a me contro venite

!

Postato da: giusepperesta a 12:47 | link | commenti
arte, musicult, videocult

Nella Città del Galateo non è affatto vero che “non si fa mai niente”

  
 
 
 
Nella Città del Galateo non è affatto vero che “non si fa mai niente”, è che non si vuole vedere…e si snobba la partecipazione con colpevole sufficienza o malizia.
 
Non posso iniziare questa settimana senza fare cenno a tre belli eventi che hanno caratterizzato la settimana passata e che meritano un commento, seppur breve.
 
Vado in ordine di tempo:
 
1)
 
Esce il CD di Mauro Maglio NAVIGARE…. Bel CD di musica cantautorale veramente di ottimo livello. Finalmente l’impegno e la professionalità di Mauro prende le forme della diffusione pubblica uscendo dai già pregevoli demo fatti ascoltare su internet.
La Forma, nel caso di questo bel CD, ha il suo peso. Gli arrangiamenti dello stesso Mauro e di Alex Zuccaro hanno messo la carta dorata a quel cioccolatino che già era dolce, delicato e saporito di suo. E la maestria degli strumentisti chiamati ad accompagnarlo è il giusto contorno a tanta buona armonia e poesia. Pasquale Chirivì, al basso, e Max Ingrosso alla batteria sono un eccezionale supporto ritmico, Franco Chirivì, alle chitarre, Alex Zuccaro alle tastiere sono veramente superiori, si sente. In particolare Franco mi ha colpito in dei cammei sonori di indubbio valore estetico e tecnico. Ma non c’era bisogno di conferme.
Quella che viene fuori è una piacevolissima opera di “buon gusto” ricercato e attento all’equilibrio complessivo.
Devo dire che i testi sono assolutamente simpatici ed originali. Tanto da far pensare che Mauro entri di diritto, ma di soppiatto come nella sua naturale ritrosia e misura, nel novero dei poeti galatonesi.
Mai monotono nei diversi pezzi, che vanno dal genere sincopato, passando per il ritmo latino al godibilissimo soft jazz così da movimentare l’impronta pop di gran classe di tutto il lavoro. Bello anche, e molto caldo, il timbro della suadente voce di Mauro, che pur non nasce propriamente cantante.
Qui mi permetto di dare un personale consiglio a Mauro: risulta godibilissimo quando si lascia andare alle armonie cantate, invece mi convince di meno quando indulge in sincopi e mezze parlate quasi scat. Qui mi pare perda originalità strizzando troppo l’occhio a sonorità dalliane. Ma questo proprio perché non si dica che la stima immensa che ho per Mauro e la sincera amicizia che mi lega a lui da tanto tempo non mi stiano facendo trovare l’appiglio per un consiglio volto a migliorare.
Perché la miscela di affascinanti armonie – godibilissima e ariosa quella di “Ulisse”-, ritmi e parole di canzoni come “Salento” , “La musica che non c’è”, “Storia di una lettera ingiallita” e, per me, soprattutto “Oro”, secondo il mio modesto parere hanno veramente risicatissimi margini di miglioramento: sono veramente pezzi di alto livello, completi, pieni e maturi.
Ad maiora. Bravo Mauro. Sono certo che la tua arte compositiva avrà successo a livello extra locale. Lo merita. E grazie per le emozioni che mi hai dato.
 
2)
 
Venerdì sera, sotto le volte e davanti agli ineffabili sguardi dei putti alati (sembrerebbero partoriti proprio dallo stesso scalpellino dei decori del nostro Palazzo Marchesale) della bellissima sala del convento dei Carmelitani di Nardò (Lu Carminu) ha visto la luce un’altra opera di grande poesia. Questa volta il padre è Salvatore Calò, altro nostro concittadino artista, che dalle pagine virtuali dei blog Galatown e Il Terrone è approdato ai premi di numerosi concorsi di poesia dialettale nazionali fino a meritare l’attenzione del CRSEC di Nardò che gli ha pubblicato la bella raccolta “Acqua ti fiume”.
Forse parlare di poesia dialettale per quella di Salvatore è un po’ riduttivo. Sono poesie scritte nella lingua di Galatone, ma hanno pienezza e contenuti di alto valore. Mi azzarderei a fare un parallelo tra la poesia della consuetudine quotidiana, delle piccole cose, del grandissimo Ercole Ugo D’Andrea di "Rosario di Stagioni" o "Spazio domestico" e i versi liberi del nostro Salvatore. Stessa tensione etica, stesso spleen, la tristezza meditativa, stesso rimpianto per un mondo saldo che si volatilizza inseguendo vacue vanità. Direi “decadentismo anarco-conservatore”, dove la natura sensibile del poeta è incapace di adeguarsi non tanto al mondo reale ma al modo che lascia la sua dignità, la sua misura, la dignità. In bilico tra D’Andrea, Baudelaire e Prezzolini. Perché, come dico nelle note che ho avuto l’onore di allegare al libro, Salvatore è romantico, nostalgico ma apote prezzoliniano. A Salvatore non la dai a bere. E si sente.
Invece è lui che a fine serata ci ha offerto un saporito rinfresco “dialettale” in perfetta sintonia con i versi letti espressivamente dal dott. Perfetto, leccese. Salvatore, emozionato come uno scolaretto il primo giorno di scuola, ha ricevuto la targa d’argento della Provincia che lo ha dichiarato “Poeta dei sentimenti” per mano del Vice Presidente del Consiglio Giovanni Tundo. Presente anche Carlo Falangone, l’assessore della Cultura di Nardò. Ottima l’organizzazione del direttore del CRSEC Mauro Vaglio e di tutto lo staff, che ha approfittato della riunione anche per ricordarci, con un bellissimo filmato, la ricorrenza della Giornata Dell’Infanzia. Tutto senza retorica e false pomposità, proprio nello stile dei versi di Salvatore Calò: poetici e romantici ma con una semplicità diretta priva di ogni bava di untuosa retorica. Mentre le sapienti chitarre di Roberto e Pasquale Chirivì hanno accompagnato magicamente i versi a librarsi. Tutto, ciò, notate, in quel di Nardò. Noi esportiamo qualità ed arte. Chi vuole capire, capisca. Se ci riesce.
 
3)
 
Anche a Nardò era stato presentato quest’estate il libro “L’odore delle chiavi” di Elsa Fanuli per Manni editore. Elsa è un’altra nostra concittadina – seppur trapiantata (beata lei!) a Roma – che ha dimestichezza con la scrittura. Alla sua seconda opera, stavolta ci delizia con un romanzo originale che si snoda tra femminilissimi sentimenti, una storia d’amore, il tormento, l’introspezione esistenziale, personaggi complessi e ben delineati; racconto reso sapido per la presenza di una continua vena di suspence quasi da triller e da un finale che lancia un bel messaggio di rinascita.
Tutto in una scrittura fluida e coinvolgente. Veramente ben scritto e imbastito. A Nardò fu presentato da Antonio Enrico, scrittore, alla libreria I Volatori. Fu lì che lo acquistai leggendolo quasi in anteprima. Lettura che non solo ha deliziato me ma anche mia figlia, diciannovenne. Quindi genere apprezzato a livello trans-generazionale. Solo sabato, invece, Elsa ha avuto il piacere, con la libreria Hemingway, di presentare ai suoi compaesani il suo libro nella cornice delle Officine 17.
Ottimamente presentato da Giovanni Santi, il bel romanzo di Elsa ha avuto il meritato e dovuto battesimo cittadino. Anche per lei la benedizione istituzionale con la presenza del Consigliere Provinciale Livio Nisi e di alcuni consiglieri del nostro comune.
 
 
Conclusioni:
 
La cultura a Galatone c’è. Non è inutile né tantomeno dannosa. E’ perfino da esportazione se questi nostri amici e compaesani, come tanti altri,  trovano sponde e crediti fuori dalle costrittive e matrigne mura paesane.
Ma gli spazi a Galatone dove sono?
La speranza che si aprano sempre di più c’è. Ma prima di sperare bisognerebbe aprirsi non tanto all’intellettualità, che c’è, produce e lavora portando successi e risultati, ma all’onestà intellettuale di quanti sino oggi hanno agito quasi dispoticamente pretendendo di assumere ruoli centrici, affossando e svogliando tanti altri paesani competenti che avrebbero potuto dare, e non hanno dato scoraggiati solo dalla cortina di beghe e pugnalate che si andava ergendo e fomentando con interessata malignità; nella benevola silenziosa omertà complice di tanti. Rorse anche questi sotto scacco ricattatorio. Tanto che oggi come oggi rilevare errori, omissioni e improvvise conversioni è diventato un peccato di lesa maestà. Che si paga sempre e solo con inconsistenti quanto malevoli e traditori attacchi personali guardandosi bene di risponere sul merito. Come in auge in questa Italietta del nuovo millennio si colpisce la guardia, non certo il ladro.
Devo però dire che i nostri due Consiglieri Provinciali, Nisi e Tundo, (Dio sa quanto sia lontano dalle loro bandiere politiche) stanno affrontando con una encomiabile attenzione e una presenza al limite dell’ubiquità questo primo scorcio del loro mandato. A loro va il mio personale plauso. Altri loro predecessori non hanno avuto certamente la stessa attenzione per la nostra comunità. Per non parlare di quanto questi sembrano attenti al dialogo ed all’ascolto. Non s’era mai visto.
C’è da sperare? Almeno questo!

Postato da: giusepperesta a 12:31 | link | commenti
arte, sfoghi, segnalazione, nontuttisannoche, materiali per riflettere, grilloparlante, ognitantounanotiziabuona, solo a galatone, quando cè cè, salviamo galatone, la città del galateo

La cavatina della Rosina

Dal Barbiere di Siviglia:

"Io sono docile, son rispettosa,
sono obbediente, dolce, amorosa;
mi lascio reggere, mi fo guidar.
Ma se mi toccano dov’e’ il mio debole
saro’ una vipera e cento trappole
prima di cedere faro’ giocar."

 


Postato da: giusepperesta a 10:17 | link | commenti
musicult, videocult, arttcolo 21

venerdì, novembre 20, 2009
Ha da passa’ ‘a nuttata!

Ieri sera a Galatone si parlava di ALBERGO DIFFUSO. I Gruppi di Azione Locale, i GAL in questo mondo di acrostici, praticamente dei consorzi tra Comuni che devono favorire l’integrazione di sforzi per il progresso di area intercettando finanziamenti pubblici, focalizzavano l’attenzione su questa grande possibilità giusta per incrementare l’offerta ricettiva locale.

Di Albergo Diffuso ne parlo io già da anni.  In epoca non sospetta dalle pagine prima del Giornale di Galatone, poi dalle pagine dei Blog. In un intervento che sono stato chiamato a fare nel 2000 allo  Stage 2000 del ROTARACT CLUB di  Gallipoli sul tema “IL TURISMO: opportunità e prospettive di sviluppo per il Salento”, già avanzavo l’idea di questi nuovi sistemi di ricettività a bassissimo impatto ambientale. Secondo la mia analisi del territorio –sono sempre un tecnico del territorio, no?- Il Salento è terra predisposta per questo tipo di ricettività in quanto l’utente del turismo Salentino è sensibile al trattamento ed alla localizzazione ed ai servizi che agriturismi e alberghi diffusi possono offrire.

La terza edizione del  Forum Regionale del Turismo ha prodotto dei risultati statistici che sono inequivocabili. Chi ha studiato questi risultati prima di parlare di turismo? Penso pochi, vista la massa di sciocchezze e banalità che ieri sera ho sentito.

Il turismo, sarà il caso di ribadirlo, si attua solo quando uno di questi quattro attrattori è d’interesse:

 

CULTURA e ARTE;

AMBIENTE e PAESAGGIO;
DIVERTIMENTO;

ENOGASTRONOMIA e PRODOTTI ARTIGIANALI.

 

Prima si lavora su questi attrattori, si “incredenziano”, si migliorano, si esaltano, poi sulla ricettività che è conseguenza degli attrattori e non motore. Prima di farsi i conti sugli ipotetici “turisti”, bisogna farsi i conti su come rendere accogliente ed attrattivo il proprio territorio. E finora si è andati in direzione ostinata e contraria.

Non è teoria. Lo spiega molto bene non io ma l’analisi fatta dalla Banca MPS. Così come lo dicono i dati forniti dall’Osservatorio Turistico della Regione Puglia.

Prima di parlare di questo argomento bisognerebbe partire da dati e rilevazioni. Scusate l’approccio tecnico ma da certi condizionamenti metodologici non riesco a prescindere.

Abbiamo dati su Galatone? Penso proprio di no. Si parla a vanvera.

Eppure servirebbero per avere un quadro della situazione. Forse bisognerebbe partire proprio da questa analisi elementare: Visitatori, interessi, provenienza, scaglionamento nei periodi, posti letto disponibili, posti disponibili nelle strutture ristorative, numero di pasti consumati nelle strutture, tipologia di turismo, settori di interesse… insomma una normale ricerca di mercato. Tutti i dati necessari per la programmazione di qualsiasi impresa.

Certamente chi cancella una delle Cinque Terre Liguri facendole diventare quattro, chi si ostina a “Muoversi in una direzione univoca prendendo più direzioni”, chi fa gemellaggi col Baltico sperando in negozi di birra, salmone e ambra nel nostro centro storico (quanti dei soldi spesi per quel gemellaggio sono rientrati a Galatone? Un altro dato che ci manca…) o scambi con Alberobello (145 chilometri da Galatone, circa due ore di macchina e due e mezza di bus)  ipotizzando flussi di “almeno” 100.000 turisti annui, non ha bisogno di questo approccio scientifico. Gli basta farsi un viaggetto in Abruzzo per pensare come produrre ancora crochi da zafferano, in Toscana per pensare al come fare Chianti dal Negroamaro,  o dormire una notte in un albergo per avere l’esperienza di un Mister Hilton.

Allora, se le cose stanno così, non parliamo di turismo. Parliamo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il Cappellaio Matto lo mettiamo noi.

D’altronde chi ha detto che “siccome l’agricoltura è in crisi vale la pena costruire villette in ogni campagna” ha una idea fantasiosa e bislacca della agricoltura, dell’edilizia e del turismo. In pratica di tutta l’economia.

Quattro settimane fa (sabato prossimo è il quarto anniversario!) lo stesso personaggio diceva che Fulcignano sarebbe stato acquisito al patrimonio comunale in poche settimane. E ancora non lo è stato. Ieri diceva che il “Centro Storico sarà ristrutturato fra pochi mesi” e che i finanziamenti e gli Appalti per i Contratti di Quartiere “stanno per arrivare”. (Mandiamo qualcuno alla Stazione ad accoglierli!)

Tanto che per cercare di cominciare a far battere questo “Cuore” del centro storico (allo stato mi pare che più che un intervento di defibrillatore a quel cuore è stato praticato un espianto!) si potrà aspettare che tutti i Contratti di Quartiere siano finiti. Noi ci saremo? I Nomadi e Guccini certo che no.

Cadono le ossa.

Tanto che anche l’amico e collega Claudio Scarano, colui che ha creduto in Galatone (da non galatonese può succedere non conoscendo le persone… d’altronde dice “a bbecchi e a furastieri ni ‘ncoddhri ce bboi”! e Caludio era forestiero…adesso non più!) investendo un milione e mezzo di euro nell’idea di un Albergo Diffuso che è stata finora bistrattata, ieri sera si è dimostrato veramente deluso e esasperato tanto da prodursi in una tagliente e circostanziata filippica contro “Franco” che, da galatonese verace, “autru dice e autru face”.

Non si fanno le nozze coi fichi secchi! Né si amministra con le bugie.

Qui si cerca di tagliare le gambe all’imprenditore che non è “organico” alla visione “politica” di chi comanda (e non governa), mentre si svende la Città a quelle imprese che organiche lo sono, e tanto. Lo vediamo ogni giorno. Due pesi, due misure. Per alcuni casi i “tutti” pagano e sopportano le esigenze di pochi, per altre, vedi la risposta data a Scarano, non è possibile adattare le esigenze di pochi a quelle di uno. Anche se questo porta sviluppo.

Ha da passa’ ‘a nuttata!

Ma, continuando così, siamo solo al vespero….

 

 

 

 

Postato da: giusepperesta a 13:42 | link | commenti
natura, politica, ambiente, architettura, arte, sfoghi, punti di vista, nontuttisannoche, turismo, satira, indignazione, ipsedixit, opposizione, materiali per riflettere, gli occhi degli altri, grilloparlante, esilarante, scherzi e ironie, porcherie, solo a galatone, quando non cè non cè, lopposizione che non cè, la opposizione che cè, lo osceno del villaggio, senza dignità, cavolata galattica, coscienza critica civica, politicamnete scorretto, la città del galateo

mercoledì, novembre 18, 2009
NOBDAY

Postato da: giusepperesta a 20:06 | link | commenti
politica, nontuttisannoche, opposizione, noberluska, antifascio, approvato e sottoscritto, arttcolo 21, nonukes, politicamnete scorretto

Sintesi del dossier sull'oggetto misterioso del Palazzo Marchesale di Galatone


DSCF0003Estrema sintesi dal dossier completo pubblicato sul numero 7 della Rivista A LEVANTE, adesso in edicola.

L”OGGETTO MISTERIOSO” nel Palazzo Marchesale a Galatone.

Durante la fase finale dei lavori di restauro del Palazzo Marchesale Belmonte Pignatelli a Galatone c’è stato il ritrovamento di una strana struttura circolare, posta all’esterno del Frantoio del Palazzo Marchesale, dal lato del cortile posteriore.

Sotto il banco di detriti di colmamento è cominciata a venire fuori una struttura complessa, circolare, divisa in dodici settori a mo’ di spicchi, coperti con delle lastre di pietra leccese fornite di un foro di una trentina di centimetri di diametro e contornata da una corona circolare di astraco ben fatto. Sotto a questi settori circolari, costruiti in tufo locale con molta precisione, con i conci della parte tonda perfettamente centinati, si sono scoperti dei pertugi a scivolo scavati direttamente nel banco di arenaria: tutti uguali, tutti perfetti. La struttura era per la gran parte abbastanza conservata. Misurando si trovavano misure metriche che rimandavano ad un progetto dettagliato concepito in epoca di sistema metrico decimale, rigorosamente dopo il 1799 e non prima. Considerazione che mi andava sempre di più confermando che la struttura fosse qualcosa di genio ingegneristico raffinato.

DSCF0007

9 ottobre 2009 009

Varie erano le ipotesi iniziali, ma nessuna convincente. Anche l’aiuto chiesto in ambiti universitari internazionali non ha portato contributi validi. Persino il prof Antonio Costantini, esperto di architettura rurale salentina, dichiarava di non essere mai incappato in una struttura simile.

Gli unici documenti attinenti, citati più volte dallo Zacchino, ci dicono che:

A - Il 15 aprile 1845 il Semola acquista da Arcangela Casaluci, per la somma di ducati 15,90, “un piccola casamento diruto sito nell’abitato di Galatone in contrada Vico Marangia Isola Castello, che attacca con le case di Antonio Mazzarella da scirocco e da borea col giardinetto dell’Eccell.ma Casa Belmonte, con una porta che ha l’uscita al detto Vico Marangia.” (Atto Not. T. Susanna).  

 B - il 18 giugno 1845 il medesimo Semola acquista da Rizzo Giuseppe, per la somma di ducati 200,  una“rimessa sita nell’isolato del castello composta di un solo lamione e la mangiatoia di cavalli al di dentro attaccante col castello del Principe di Belmonte da scirocco e colla moraglia a levante”. (Atto Not. T. Susanna).  

Don Luigi Semola era un esperto agronomo di Otranto, Amministratore Generale e “fittaiuolo” dei beni della Casa Pignatelli di Belmonte. Il Semola si era stabilito a Galatone prima del 1844 per organizzare l’impianto che si andava ampliando integrando le vecchie strutture del Frantoio del Palazzo e costruendo con l’espansione che si andava a fare sui nuovi lotti acquistati con gli atti succitati. L’idea dell’impresa del nuovo grande frantoio si dovrebbe attribuire a a Angelo Granito,  nato  il 20.10.1812 e morto il  29.06.1861;  maritato il 09.12.1838 alla appena quattordicenne Francesca Pignatelli y Aymerich Pinelli Ravaschieri, 10ª principessa di Belmonte.

Sempre lo Zacchino ci riporta integralmente la descrizione rilasciata dal gallipolino Giuseppe Castiglione autore della monografia Galatone  edita a Napoli 1855 e ristampata in Fonti per la Storia di Galatone a cura di V. Zacchino, Galatina 1986.

 

“Merita però particolare attenzione nel Comune che descriviamo il grandioso Stabilimento oleario di pertinenza del signor Principe di Belmonte. Gioverà dire alcunché sulla sua origine ed importanza. Nel 1845 il tanto noto per le migliorazioni introdotte in provincia in fatto di agricoltura, D.Luigi Semola, faceva costruire in Galatone un trappeto, che per le grandi proporzioni vien denominato Stabilimento del Principe di Belmonte, come ché fondato nel castello o antico palagio feudale di proprietà di esso signor Principe. Consiste in sedici vasche a due pietre, e cinque pressoi idraulici. Richiama detto Stabilimento la curiosità di tutta la provincia, essendo unico nel suo genere, e costruito con simetria, uniformità e regolari proporzioni, in modo che da qualunque punto l’invigiolatore può osservare ciò che fanno 64 operai, oltre altre a 100 e più persone che giornalmente ivi, al più ristretto numero, prendon parte all’estrazione dell’olio comune e degli olii fini. Nel tempo del pieno raccolto nella grande stalla si mantengono 48 muli per muovere le macine. Tutto si fa a suon di campanello, e con misura di tempo segnato dall’oriuolo. Lo stabilimento di giorno e di notte viene illuminato da 72 lumi a gas; solo esempio questo di illuminazione di tal fatta che finora esista in provincia”.

 

Documento importantissimo che ci conferma alcuni dati: le iniziali sedici mole e cinque presse e la stalla capace di 48 muli ritrovate negli scavi durante il restauro. Ma nessuno fino a questo momento si era mai chiesto una cosa abbastanza elementare che ci viene suggerita dal testo del Castiglione: da dove prendevano il gas i 72 lumi?

La storia ci dice che l’idea di applicare all’illuminazione i gas combustibili che si formano durante la decomposizione di certe sostanze organiche appartiene al chimico francese Filippo Lebon, poi ripresi dall’ingegnere W. Murdock in Inghilterra. I suoi primi esperimenti col nuovo gas consistettero nell’illuminazione dell’officina di Watt e Boulton a Soho già nel 1803 e della filatura di lino dei signori Philipps e Lée a Manchester. Il carbone era distillato in ampie storte di ghisa e il gas, condotto in grandi serbatoi realizzati anch’essi in ghisa, veniva lavato e purificato prima di essere trasferito ai becchi di combustione. Nel 1812 Murdock costruì a Londra il primo impianto per l’illuminazione pubblica a gas.

 

Allora ecco che cos’è questo grande marchingegno: niente di più di quello che resta di una caldaia per la produzione di gas. Praticamente il guscio esterno di un gasogeno (o gassogeno), ossia di un dispositivo in grado di produrre gas a partire da una massa solida. I gasogeni più noti sono quelli a gas povero, che consistono in particolari bruciatori costituiti da una camera cilindrica di lamiera alta dai 3 ai 5 metri con diametro di circa 2 metri ricoperta  di refrattario.

In questi forni al combustibile solido (carbone, coke o semplicemente legna secca) viene fornita una quantità insufficiente di ossigeno, cosa che porta alla formazione di molecole di monossido di carbonio. Il gas povero prodotto è appunto una miscela di ossido di carbonio, anidride carbonica, azoto e idrogeno. Nel nostro Frantoio dalle12 bocche di raccolta del gas partivano 6 tubicini per ognuna: i 72 lumi del documento. Il gasogeno di Galatone, progettato da don Luigi Semola, era nient’altro che la rielaborazione del modello inglese dal quale differiva perché, anziché essere montato in una struttura di mattoni fuori terra, era semplicemente ed economicamente interrato in una fossa scavata nella tenera arenaria locale. A Galatone il gas, anziché dal carbone, veniva ricavato dagli scarti della produzione dell’olio: fogliame e sansa. Un sistema ecologico di riciclo completo all’avanguardia. Tanto all’avanguardia dall’essere stato perfino dimenticato a Galatone, dove nessuno aveva più l’idea di cosa potesse servire questa strana fossa, chissà quando spogliata dalle sue strutture metalliche; sicuramente dopo l’avvento della illuminazione a corrente elettrica che fece improvvisamente diventare obsoleta quella a gas.

DSCF0002

Un ultimo discorso vale la pena fare sul Frantoio venuto fuori dagli scavi.

In queste belle ed ampie volte si era scelto, fin dal primo momento della progettazione (quasi 25 anni fa), di allocare un museo civico. Gli ambienti erano idonei, l’accesso appropriato, la luce zenitale proveniente dai lucernari ottima, l’ubicazione pragmaticamente perfetta. Nonostante i numerosi progetti di varia destinazione del resto del Palazzo che si sono succeduti in questi anni la destinazione di quegli spazi è rimasta sempre la stessa. Inoltre si è sempre pensato a quel percorso che unisse in forma di galleria coperta via Garibaldi al giardino posteriore del castello così da raggiungere via Castello e rivitalizzare lo spazio posteriore. In questo modo i cittadini che avrebbero percorso la galleria si sarebbero trovati con la Memoria di Galatone in bella vista, separati solo da grandi vetrate dal loro Passato. Dall’altra parte della Galleria ci sarebbe stata la sala multimediale per i convegni. Questo avrebbe consentito di attirare l’attenzione e la curiosità del pubblico proprio sugli spazi museali. In effetti così si sta realizzando il restauro. Solo che scavando per riportare all’altezza originale le volte è venuto fuori, pressocchè intatto, il vecchio frantoio ottocentesco. Il museo, praticamente, c’è già: un museo sulla antica lavorazione dell’olio, dove si vedono tutti i sistemi di spremitura, di filtraggio, di eliminazione dei rifiuti; dove ci sono due enormi sentinari (che sicuramente andrebbero ripuliti per scoprire cosa si nasconde dentro la morbida coltre di residui vegetali), una sapiente rete di fognoli, vasche a vaso comunicante per la separazione dell’acqua di vegetazione, pile in leccese – le ciaie – per contenere e lavare le olive, vasconi cilindrici – gli angeli - per la raccolta dell’olio proveniente dalla pressatura; le mole a due pietre ricostruibili in quanto ogni parte lapidea è stata conservata e aspetta solo di essere ricollocata. Figuratevi che anche le piste intorno alle mole, con il loro pavimento di ciottoli di fiume annegati nell’astraco di calce battuta, rappresentano un documento interessantissimo a testimonianza di come l’esperienza e l’intelligenza degli uomini del tempo consentiva di avere sotto agli zoccoli dei muli un pavimento antisdrucciolo, duro e facile da pulire dagli escrementi animali.

9 ottobre 2009 018

Il tutto ha portato i progettisti a fermare i lavori in quel settore. Prima di tutto perché i fondi stanziati per quella parte sono stati impiegati per gli scavi a mano ed il trasporto di metri cubi di macerie e terra (circa 250 metri cubi di materiale scavati quasi interamente a mano e fuori preventivo), secondo perché quelli spazi vanno giustamente ripensati in funzione dei ritrovamenti. Correttezza vorrebbe che si musealizzasse il Frantoio, con passerelle, segnaletica, pannelli esplicativi ed illuminazione adeguata. Dopo si può anche pensare di usare gli spazi rimanenti, quelli meno interessanti, per l’inserimento di qualche vetrina per l’eventuale esposizione di altri reperti, certamente non in contrasto con il contesto. Penso, ad esempio, a quelli della Grotta Cappuccini. Certo è che tutto il Frantoio, ora anche impreziosito dal ritrovamento della fossa del gasogeno, rarissimo esempio di archeologia dell’epoca della Rivoluzione Industriale nel regno delle Due Sicilie, è un simbolo di valore grandissimo per tutta Galatone. E tale deve restare, perché racconta, preserva e tramanda le intelligenze e le tecnologie di una nostra epoca lontana. A questa forma di identità e specificità locale io ritengo non possiamo certo rinunciare.

Il Folk Lore è Memoria del Popolo.

La Nostra Memoria non si può svendere.

9 ottobre 2009 013

PER LEGGERLO TUTTO COMPRA A LEVANTE!!!!

Postato da: giusepperesta a 13:28 | link | commenti
ambiente, architettura, arte, segnalazione, nontuttisannoche, locandine, tradizioni locali, materiali per riflettere, grilloparlante, ognitantounanotiziabuona, solo a galatone, la città del galateo

Capra e cavolo

Postato da: giusepperesta a 09:12 | link | commenti
politica, arte, grilloparlante, arttcolo 21

martedì, novembre 17, 2009
«Da grande? Vorrei essere Belen»E il 21% degli adolescenti fuma spinelli

Corriere della Sera.it
MILANO - Il modello di riferimento per i bambini tra i 7 e gli 11 anni? Valentino Rossi (per il 16%, e per il 28,8 fra i maschi) e Belen Rodriguez (8,2%), ma non solo: anche Michelle Hunzicker e Mike Bongiorno (i preferiti dal 31%) e addirittura Fabrizio Corona per quanto da una percentuale minima, l'1,2%. A dirlo è il decimo Rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza Leggi ancora...

Postato da: giusepperesta a 20:12 | link | commenti

«Se la maggioranza non è compattasi deve andare a elezioni anticipate»

Corriere della Sera.it
ROMA - Adesso ne parla anche la seconda carica dello Stato. Renato Schifani interviene all'inaugurazione dell'anno accademico del collegio universitario «Lamaro Pozzani» ed evoca l'ipotesi di «elezioni anticipate». Secondo il presidente del Senato, se viene meno «la compattezza» della maggioranza «il giudice ultimo non può che essere il corpo elettorale». Frasi che vanno lette alla luce Leggi ancora...

Postato da: giusepperesta a 20:10 | link | commenti

Postato da: giusepperesta a 13:36 | link | commenti
satira, vigne e vignette, scherzi e ironie

Era tutto vero!

Postato da: giusepperesta a 10:08 | link | commenti
satira, antifascio, arttcolo 21

Quello che non conviene trasmettere

Postato da: giusepperesta a 10:02 | link | commenti
nontuttisannoche, satira, lo osceno del villaggio, arttcolo 21

lunedì, novembre 16, 2009

PRESIDENTE, RITIRI QUELLA NORMA DEL PRIVILEGIO

SIGNOR Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.

Con il "processo breve" saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti. Ma l'unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.

Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.

ROBERTO SAVIANO


Firmate l'appello



Nome (Name)*

Cognome (Surname)*

Città (City)

e-mail

Postato da: giusepperesta a 19:12 | link | commenti
arttcolo 21